Sagna è tra le 100 aziende selezionate da Capital.

Dic 2, 2025 | Riconoscimenti

Il lavoro dei fratelli Carlo Alberto e Leonardo Sagna, 4° generazione a gestire l’azienda di famiglia è stato premiato da Capital, che ha voluto raccontare i 100 imprenditori che proseguono e sviluppano il successo dei genitori.

 Figli che onorano i Padri e le Madri, è un’iniziativa che rende omaggio a chi ha scelto di custodire, proseguire o rinnovare il patrimonio umano, imprenditoriale e valoriale ricevuto in dono dalla propria famiglia.

Tutti i figli custodiscono un’eredità, ma le figure selezionate dal mensile di Class Editori hanno dimostrato, con le proprie azioni, cosa significa onorare la tradizione: hanno raccolto il testimone con rispetto e l’hanno rilanciato con visione; hanno saputo innovare senza spezzare il filo della memoria; hanno scelto la continuità non come rifugio, ma come sfida consapevole; hanno trasformato la tradizione di famiglia in una prospettiva di futuro; hanno custodito un nome, un mestiere, un valore… e li hanno onorati con successo.

Dall’articolo pubblicato nel numero 511, Dicembre 2025

Come un buon vino, che matura lentamente e acquista complessità con il passare del tempo, così la storia di Sagna, azienda di importazione e distribuzione di vini, liquori e distillati, si è affinata nel corso di quasi un secolo. Fondata a Torino nel 1928 dal barone Amerigo Sagna, la società ha mantenuto la missione di selezionare e distribuire solo prodotti di assoluta qualità, promuovendo cultura e valore, oltre che business, lungo tutta la filiera. Eppure, gli inizi, quando il mercato italiano era tutt’altro che ricettivo verso i prodotti stranieri, non sono stati facili. Dopo la Seconda Guerra, è Ernesto Sagna, figlio del fondatore, a rilanciare l’attività con lungimiranza e visione finché, negli anni 80, Massimo Sagna imprime un’ulteriore accelerazione, scegliendo di puntare su vini e spirits di eccellenza, spesso frutto di produzioni artigianali.
Da allora la filosofia aziendale è rimasta la stessa: indipendenza, serietà e rifiuto delle mode, privilegiando collaborazioni con aziende familiari capaci di garantire continuità e autenticità. «Nel panorama italiano, siamo i più antichi tra coloro che fanno importazione e distribuzione di vini e distillati», racconta l’attuale a.d. Carlo Alberto, al timone dell’azienda insieme al fratello Leonardo e affiancato dal padre Massimo. Oggi Sagna rappresenta circa quaranta case vinicole e di distillati, un portafoglio selezionato e volutamente ridotto rispetto ad altri competitor.

«Ogni generazione ha apportato nella storia di Sagna qualcosa di nuovo», commenta Massimo Sagna, «ma i frutti delle decisioni prese possono essere valutati solo con il tempo. Sono sempre più convinto che la strada tracciata da mio nonno, perfezionata da mio zio Ernesto e portata avanti con dedizione da Giusto Lusso, sia quella giusta per il futuro: si berrà sempre meno, ma sempre meglio. Oggi mi gratifica vedere che i miei figli, quarta generazione Sagna, lavorano con me».

«In realtà il mio ingresso in azienda fu abbastanza traumatico», ricorda Leonardo. «Era il gennaio 2013, l’azienda arrivava da anni di calo e la tensione era palpabile. La società però è sempre stata finanziariamente solida e questo ci ha permesso di resistere e rimontare nelle vendite già dall’anno successivo». La convivenza tra generazioni negli uffici di Sagna non segue norme rigide, ma i consigli dettati dall’esperienza delle generazioni precedenti, che delegano progressivamente le responsabilità, mantenendo un ruolo di supervisione e guida. «Per noi l’elemento caratterizzante di un’azienda familiare è il lungo termine, per visione ed obiettivi. L’esempio più evidente è nel rapporto con i partner e la forza vendita: con alcuni di loro siamo già alla seconda generazione».
Negli ultimi anni, ai grandi vini francesi, si sono aggiunte in catalogo alcune eccellenze italiane, un progetto che coinvolge da vicino proprio le nuove generazioni. «La nostra intenzione è allargare il portafoglio con mandati mirati e arrivare ad avere un produttore rappresentativo per ogni principale zona di produzione, ma senza pressioni di breve termine».
Con i tempi del buon vino, appunto.