Canalicchio di Sopra, Compendium.

Ago 29, 2025 | Riconoscimenti

Dalle origini alla stilistica produttiva fino ai grandi riconoscimenti internazionali.

Contesto storico

La storia di Canalicchio di Sopra inizia negli anni ’60, con la famiglia Pacenti. Il nonno di Francesco Ripaccioli, Primo Pacenti, acquistò dei terreni nella zona nord di Montalcino, all’epoca marginale e depressa, ma destinata a diventare uno dei luoghi più vocati per il Brunello. Nel 1962 fondò l’azienda, che dal principio fu parte attiva dello sviluppo qualitativo del territorio. Nel 1966 uscì la prima annata di Brunello Canalicchio di Sopra, coincidente con la nascita della prima DOC italiana. L’anno successivo l’azienda fu tra le 15 cantine fondatrici del Consorzio del Brunello. Da sessant’anni Canalicchio di Sopra è testimone e protagonista della storia vitivinicola montalcinese, contribuendo alla fama di un territorio bello e generoso. Il filo conduttore è sempre stato la ricerca della qualità: dall’intuizione, intraprendenza e coraggio del fondatore Primo Pacenti, alla caparbietà del genero Pier Luigi Ripaccioli, che dal 1987 ha guidato con meticoloso lavoro in vigna l’evoluzione dell’azienda.

La storia

Primo Pacenti avviò l’azienda in un contesto in cui la mezzadria stava scomparendo e il valore della terra era ai minimi storici. Fu un atto di visione e coraggio: acquistò i poderi con un mutuo cinquantennale, intuendo il potenziale di Montalcino. I pionieri del Brunello furono pochi: oltre a Biondi Santi, anche Pacenti, Nello Baricci e Bramante Martini. I primi ricavi significativi arrivarono solo a metà anni ’80, quando la denominazione iniziò ad affermarsi. La biodiversità, inizialmente una necessità di sopravvivenza, divenne con il tempo parte integrante dell’identità aziendale. Negli anni ’50 un altro ramo familiare, i Ripaccioli, acquistò un podere a Montosoli, altra zona prestigiosa di Montalcino. Nel 1987 prende avvio Canalicchio di Sopra con nuovi progetti, evolvendosi nell’azienda che conosciamo oggi, con 60 ettari di proprietà di cui 22 vitati (16 a Canalicchio e 6 a Montosoli) per una produzione di circa 100.000 bottiglie annue. Il passaggio generazionale del 2001, con l’ingresso di Simonetta, Marco e Francesco Ripaccioli, ha dato nuovo impulso, con una chiara divisione dei ruoli: ospitalità, vigna, cantina e vendita.

Terreni e clima

La zona nord di Montalcino, con le esposizioni di Canalicchio e Montosoli, è caratterizzata da venti freddi (Tramontana e Grecale) e da grandi escursioni termiche, che favoriscono maturazioni lente, acidità più alte e vini dal grande potenziale di invecchiamento.

  • Canalicchio: terreni argillosi con forte presenza di carbonato di calcio. Vini più rotondi, opulenti ma eleganti, con tannini setosi.
  • Montosoli: terreni galestrosi e minerali, poco produttivi. Vini verticali, salini, più “classici”.

Queste due anime – Canalicchio (più dolce e avvolgente) e Montosoli (più tesa e salata) – trovano espressione sia nei cru Casaccia e Montosoli, sia nel Brunello Classico, che rappresenta un equilibrio tra le due componenti. La filosofia aziendale è la vinificazione parcellare: ogni vigneto viene vinificato separatamente per valorizzarne le peculiarità. Canalicchio di Sopra è stata tra le prime aziende a studiare la zonazione a Montalcino.

I vini

  • Rosso di Montalcino: non un vino “minore”, ma un’espressione diretta e versatile del Sangiovese. Deriva da vigneti più giovani o da partite di Brunello che, per equilibrio, vengono destinate al Rosso. Un vino di freschezza, identità e bevibilità.
  • Brunello di Montalcino Classico: il cuore della produzione, circa 40.000 bottiglie, da sempre il vino bandiera. Assemblaggio dei diversi vigneti, rappresenta la sintesi dell’identità aziendale.
  • Cru Casaccia e Montosoli: single vineyard che esaltano le differenze dei suoli. Circa 4.000 bottiglie ciascuno.
  • Riserva Vigna Vecchia Mercatale: prodotta solo nelle grandi annate da selezione massale di vecchi vigneti. È il vino più longevo ed emblematico della cantina, concepito per raccontare l’annata.

In vigna

La gestione agronomica è basata su equilibrio e adattamento agli eventi climatici estremi. Molto lavoro manuale (oltre 300 ore per ettaro) per gestire chioma, rese e maturazioni. L’obiettivo è preservare acidità e freschezza, fondamentali per l’eleganza dei vini. Sin dalla sua fondazione, Canalicchio di Sopra ha creduto profondamente nel concetto di terroir, scegliendo di radicare il proprio sviluppo esclusivamente nel versante nord di Montalcino, un’area che regala vini riconoscibili per freschezza, verticalità ed eleganza. Questa visione ha permesso di costruire una chiara identità stilistica, capace di distinguere nettamente i vini prodotti in questa parte del territorio. Con l’arrivo della terza generazione nel 2001 è stato avviato un importante progetto di zonazione aziendale, durato nove vendemmie, per osservare il comportamento dei diversi vigneti in annate climaticamente differenti e comprenderne a fondo l’unicità. Questo lavoro ha portato all’individuazione di due vigne simbolo:

  • Vigna La Casaccia (prima annata prodotta: 2015), espressione pura e profonda del Cru Canalicchio;
  • Vigna Montosoli (prima annata prodotta: 2018), testimone dell’eleganza e della finezza tipiche di questo versante.

Il concetto di “singolo vigneto” non è inteso come semplice delimitazione geografica, ma come ricerca di quelle caratteristiche che rendono un vino unico e riconoscibile anche attraverso annate diverse. È in questa filosofia che si radica lo stile di Canalicchio di Sopra: vini che raccontano con trasparenza il carattere del territorio, rispettando l’identità di ogni cru e valorizzandone le sfumature con vinificazioni attente e fedeli alla materia prima.

La vinificazione segue un approccio classico e rispettoso: fermentazioni in acciaio con macerazioni lunghe (dai 18 ai 45 giorni a seconda dell’annata), pochi rimontaggi e un uso limitato di ossigeno, per preservare al massimo i profumi e l’integrità del frutto. L’affinamento avviene esclusivamente in grandi botti di rovere di Slavonia e francese, non tostate e stagionate per almeno sette anni: ogni botte rimane in uso per circa vent’anni, a garanzia di una neutralità capace di accompagnare il vino senza mai coprirne l’identità.

Il filo conduttore rimane la piacevolezza: vini profondi ma equilibrati, capaci di evolvere a lungo, in cui la setosità si intreccia alla mineralità, e l’eleganza convive con la bevibilità.

Le ultime annate

Annata 2019 – Raffinata Potenza

La 2019 a Montalcino è un millesimo che incarna alla perfezione quel concetto di “Raffinata Potenza” che solo le grandi annate di equilibrio sanno esprimere. Una vendemmia che porta con sé “tanto di tutto”: dalla piena maturazione fenolica, capace di donare forza e struttura, alla straordinaria maturazione tecnologica, sostenuta da un quadro acido nitido e vibrante che assicura eleganza e longevità.

Dal punto di vista climatico, l’annata si è rivelata moderatamente calda ma mai torrida, priva di eccessivi picchi di temperatura e caratterizzata da forti escursioni termiche, condizioni ideali per una fotosintesi regolare e per una maturazione perfetta. L’inverno è stato rigido, seguito da una primavera fresca e piovosa che si è interrotta il 29 maggio, lasciando spazio a due mesi asciutti e miti fino a fine luglio: un passaggio cruciale che ha permesso una fioritura regolare, uno sviluppo equilibrato della vite e l’assenza di malattie fungine.

La vendemmia, iniziata il 26 settembre e conclusa il 6 ottobre, si è svolta sotto giornate soleggiate con notti fresche, portando in cantina uve fragranti e perfettamente sane. Il risultato è una vendemmia “a due dimensioni”, capace di coniugare opulenza e verticalità, setosità e mineralità, dolcezza e sapidità. L’espressività olfattiva si traduce in una purezza di frutto limpida e vibrante, arricchita dalle tipiche note balsamiche della zona nord di Montalcino e da una florealità elegante che rimane segno distintivo dei vini Canalicchio di Sopra.

Annata 2020 – Piacevolezza

Se dovessimo racchiudere l’essenza della 2020 in una sola parola, sarebbe “Piacevolezza”: un’annata generosa, vibrante e immediata, che unisce prontezza espressiva e grande bevibilità senza rinunciare alla freschezza e alla verticalità tipiche della parte nord di Montalcino, dove Canalicchio di Sopra ha costruito negli anni la propria identità stilistica.

Pur classificabile tra le annate calde, la 2020 non può essere definita semplicemente tale. Le abbondanti piogge tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 hanno garantito ottime riserve idriche, permettendo alla vite di affrontare senza stress la siccità di fine luglio e inizio agosto. Un inverno rigido ha favorito uno sviluppo vegetativo regolare, mentre le scarse piogge primaverili hanno reso più agevole la gestione fitosanitaria. Le precipitazioni di inizio agosto e quelle più abbondanti di fine mese hanno riportato equilibrio climatico e forti escursioni termiche, fondamentali per una maturazione completa e armoniosa.

La vendemmia ha regalato uve sane e fragranti, dando origine a vini di grande rotondità e speziatura, capaci di valorizzare la florealità e la balsamicità tipiche del nostro territorio. A rendere la 2020 ancora più significativa è stata una scelta coraggiosa: non produrre la Riserva, convogliando invece le uve della storica Vigna Vecchia Mercatale – solitamente destinate al Brunello Riserva – nel Brunello Annata. Questo ha permesso di elevare ulteriormente la qualità del nostro Brunello di assemblaggio, donandogli profondità, eleganza muscolare e sorprendente persistenza.

Il risultato finale è un vino avvolgente, equilibrato e verticale, capace di coniugare immediatezza e complessità, una vera celebrazione della piacevolezza.