Brut Nature 2018.

Lug 11, 2025 | News, Rassegna stampa

Il Grand Palais, in un caldo pomeriggio parigino di fine maggio, è uno spettacolo: luce e spazio, un’atmosfera unica che solo qui si può percepire. Percorriamo i corridoi della Révélations 2025, la Biennale Internationale Métiers d’Art et Création: ogni due metri ci fermiamo ad ammirare piccoli e grandi capolavori dell’ingegno e dell’arte, un concentrato di stili e bellezza che non basterebbero tre giorni per capirle, assimilarle, comprenderle. Ma non siamo a Parigi per questo, la “deliziosa passeggiata” ci serve ad ingannare il tempo prima di un evento tanto atteso: la presentazione dell’ultima edizione delle cuvée Brut Nature della Maison Louis Roederer. Eccoci, il momento è arrivato, saliamo lentamente una preziosa scalinata e davanti ai nostri occhi si svelano i tre moschettieri di un progetto straordinario: Jean-Baptiste Lécaillon, Frédéric Rouzaud e Philippe Starck ci attendono con un sorriso malizioso. “È un progetto radicale” ci spiega immediatamente lo Chef de Caves Jean-Baptiste Lécaillon, che “ha come essenza la libertà. Nessun dosaggio, nessun trucco. Solo il vino, il terroir e l’annata”. Una filosofia nata nel 2006 e giunta oggi alla sua quinta edizione, con il millesimo 2018. “Ogni annata è una nuova vocenello stesso dialogo”, aggiunge Lécaillon. Il 2018 ha dato vita a un vino ampio, profondo, solare: “una luce dorata nel bicchiere”. Ma ciò che più colpisce è la tensione continua tra energia, salinità e purezza assoluta.Oggi, il dialogo tra uomo e terroir si rinnova con un vintage che nasce in un’annata calda e asciutta che ha dato vita a due nuove interpretazioni del Brut Nature: un blanc e un rosé. Entrambi nati dalle argille fredde di Cumières, esprimono con forza l’identità del luogo e la visione della Maison. Su queste parcelle, le viti sono ripiantate, in massa o per filari, con Pinot Blanc, Arbanne, Petit Meslier e Pinot Gris. Sperimentazione e visione. Il Brut Nature 2018 blanc (55% Pinot Noir, 25% Meunier, 20% Chardonnay e … tracce di Pinot Blanc)esordisce con effluvi minerali e agrumati, eleganti note di zafferano e cardamomo, buccia di limone, una tensione costante, una vibrazione assoluta che si ritrova al palato, con il ritorno delle nuances citriche e un finale sapido all’infinito. Il Brut Nature 2018 rosé (64% Pinot Noir, 20% Meunier, 16% Chardonnay e anche qui … tracce di Pinot Blanc) è elegantissimo e verticale, un frutto rosso ribelle, dinamico, avvolto da immensa mineralità. E, vera firma del 2018, un finale di sapidità disarmante. “Il 2018 è stato un anno eccezionale e storico”, ci dice Jean-Baptiste Lécaillon, “un anno all’insegna del terroir, che ha regalato vini fruttati, audaci, di grande delicatezza”.