Vendemmia 2025: raccolto ridotto, ma qualità promettente per un’annata d’eccezione.
Quest’anno la raccolta è partita con largo anticipo, a fine agosto in molte zone del Beaujolais e nei primi giorni di settembre per i cru più tardivi e i bianchi del Mâconnais. A sorprendere, però, è stata soprattutto la durata: un lavoro molto più breve del consueto a causa di rese nettamente inferiori.
L’azienda Pierre Ferraud ci conferma che l’andamento climatico ha inciso fortemente sulla produzione. Dopo un inverno mite e poco piovoso, la primavera è stata fresca e umida, segnata da violenti temporali di grandine che hanno colpito denominazioni come Juliénas, St Amour e Fuissé. La fioritura, tra fine maggio e inizio giugno, ha dovuto fare i conti con ulteriori perturbazioni.
L’estate ha portato temperature elevate e una forte ondata di calore tra fine luglio e buona parte di agosto. Nonostante la siccità, i vigneti hanno resistito grazie al lavoro preventivo dei viticoltori, mentre le piogge arrivate pochi giorni prima della vendemmia hanno rinfrescato le viti senza arrecare danni, garantendo una maturazione equilibrata delle uve.

Se sul fronte quantitativo il bilancio è in chiaroscuro – con perdite fino al 50% nelle aree colpite dalla grandine – sul piano qualitativo le prospettive sono decisamente positive. Le uve presentano equilibrio, struttura e gradi naturali adeguati, delineando un millesimo di grande finezza.
l tessuto produttivo locale non ha dubbi: “un bellissimo millesimo”. Le prime degustazioni in vista del déblocage si fanno ancora attendere, ma le premesse sono tra le più incoraggianti degli ultimi anni.

