Abbiamo deciso di iniziare questa nuova avventura per raccontarci in prima persona, dedicandoci uno spazio nostro in cui approfondire le storie che ci stanno più a cuore: quelle dei produttori. In futuro, chissà, potremmo anche raccontare le storie dei nostri clienti, a cui siamo legati attraverso il valore più prezioso che abbiamo: la nostra rete vendita. È soprattutto a loro che dedichiamo questo primo numero, come ringraziamento per il lavoro quotidiano e per la fiducia reciproca che rende possibile la creazione di valore lungo tutta la filiera, nella quale il ruolo di capofila spetta sempre e comunque al prodotto da noi selezionato.
Questo magazine vuole essere anche un progetto di divulgazione, capace di raccontare novità, avvenimenti e cambiamenti delle aziende che rappresentiamo. Legami che molto spesso superano i trent’anni, durante i quali si sono affrontate oscillazioni di mercato, sviluppati nuovi target e affrontate sfide sempre più attuali: dal cambiamento del gusto al calo dei consumi di alcolici. Fenomeni che richiedono riflessioni e strategie, ma che spesso ci riportano a certezze solide: la qualità del prodotto, unita alla continuità produttiva, si rivelano elementi vincenti nel lungo periodo. Allo stesso modo, paga la capacità di rinnovarsi per restare attuali senza perdere il contatto con la propria identità e con il territorio di origine, forgiati nel tempo. Di questi e di altri temi parleremo nelle prossime pagine: dal nuovo progetto minimalista di Louis Roederer con Philippe Starck, alla solidità del Domaine Faiveley che celebra i suoi primi 200 anni di storia, fino ai 100 anni di Grappa Romano Levi; dal cambio di packaging e payoff di Ramos Pinto, alle novità delle Case italiane Secondo Marco e Palmento Costanzo.
L’anno che volge al termine è stato caratterizzato da incertezze, sfide e iniziative significative. Nel sorso dell’anno non sono mancate degustazioni e masterclass presso cantine e locali, così come l’oramai consolidato Sagna Day, la presentazione del Portfolio e, non ultimo, sviluppato attività di comunicazione a supporto della nostra immagine e delle aziende che rappresentiamo. Chiudiamo l’anno con una leggera flessione rispetto al precedente, ma, considerato il contesto socio-economico attuale, possiamo dirci soddisfatti e fiduciosi per il 2026. Per questo, la parola che abbiamo scelto per racchiudere gli ultimi dodici mesi è fedeltà, riflessa nel valore per noi più importante: le relazioni. Vi starete chiedendo perché “Amaranto”…Un nome che esprime continuità, solidità e valore nel tempo. Il riferimento al colore intenso richiama il mondo del vino e della maturità, mentre la sua origine etimologica rimanda a ciò che non appassisce e mantiene la propria identità nel tempo. Amaranto rappresenta una visione editoriale fondata sulla qualità, sulla durata delle relazioni e sull’attenzione al prodotto, alle persone e ai territori che ne definiscono l’origine e il valore.

